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Cucina Afrodisiaca il rito dei sensiCucinare è un arte e per essere artisti bisogna far parlare il cuore. In cucina si rievocano amori e ricordi, si impastano, si mescolano, si lievitano e si assaggiano passioni e sensazioni. Cucinare è un atto d'amore, un gesto d'affetto donato alle persone che ami, è un preludio alla passione o solo un piacere dei sensi. Attraverso il cibo si ama, si ritorna all'infanzia, si attivano i sensi. Ma cosa sono i cibi afrodisiaci? Con il termine afrodisiaco si intendono tutte quelle sostanze come bibite, cibo, odori, erbe, spezie, ecc. che favoriscono lo stimolo sessuale. Taluni profumi, pietre e tessuti pregiati, sono generalmente considerati afrodisiaci, anche se in realtà non possiedono nessuna particolare proprietà in grado di rinvigorire gli appetiti sessuali. Esistono invece diverse spezie afrodisiache utilizzate nella preparazione di cibi che possiedono un innegabile potere sulla sessualità maschile e femminile. I cibi afrodisiaci non sono certamente un'invenzione moderna. La loro origine risale fin dalle antichità, dalla cultura Egiziana, Greca e Romana. Il termine afrodisiaco infatti data almeno 5.000 anni e deriva da Afrodite, la dea dell'amore e della bellezza venerata dagli antichi Greci. Durante le feste dionisiache l'uso di cibi stimolanti era diffuso: i Greci consumavano tartufi, uova, miele ed anche frutti di mare (secondo la tradizione la dea era nata dalla spuma del mare). L'alcool è in grado di limitare o di annullare il controllo abituale del Super-io (che controlla a sua volta il comportamento), ma se assunto in eccesso, oltre a sollecitare le premesse "cerebrali", ostacola la realizzazione delle fantasie amorose. È provato che l'alcool crea un effetto disinibitorio che sblocca i "complessi" limitanti i più timidi, ma dietro questo effetto disinibitorio si può celare anche un intralcio organico all'atto dell'impegno fisico. Anche una cena eccessiva, con il conseguente sovraccarico digestivo, può favorire la sonnolenza più che gli ardori sessuali. Ma possono i cibi essere realmente afrodisiaci? Esiste un rapporto fra tavola e letto? Da una ricerca del CIRM condotta nel 1999 circa la metà degli italiani crede al potere afrodisiaco di alcuni alimenti. Secondo la scienza medica, esiste soltanto un rapporto indiretto fra il cibo e il desiderio sessuale. L'effetto sarebbe legato più alle modalità in cui la cena viene consumata, cioè l'atmosfera, l'intimità, che ad un processo chimico nel nostro organismo. Aragoste, crostacei, tartufi, spezie e tutta una serie di cibi proposti dalla tradizione popolare come alimenti afrodisiaci, per la scienza non hanno invece nessun potere afrodisiaco. Resta il fatto che una cena ben servita a base dei giusti ingredienti rappresenta un aiuto innegabile allo sviluppo della sessualità e dell'ardore sessuale. |
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